di Beatrice Silenzi

La pellicola è ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale. Racconta la straordinaria storia di un gruppo di prigionieri di guerra alleati che pianificano un audace piano di fuga da un campo di concentramento tedesco di massima sicurezza.
La trama dunque si svolge nel 1944 e segue le vicende di un gruppo eterogeneo di soldati inglesi e americani, interpretati da un cast superbo che include Steve McQueen, James Garner, Richard Attenborough e Charles Bronson.

Costretti a vivere in condizioni disumane in un campo di concentramento, decidono di unire le forze e mettere in atto una fuga che sembra impossibile da realizzare.
La pianificazione della fuga si sviluppa in modo dettagliato e accurato, con gli prigionieri che sfruttano le proprie abilità e risorse per superare ogni ostacolo.

Il film mette in luce la determinazione, il coraggio, la volontà, la lotta per la libertà, mostrando il lato eroico dell’essere umano anche nelle situazioni più disperate.
Uno dei tratti peculiari è l’incarnazione del mito dell’eroe solitario da parte di Steve McQueen nel ruolo del capitano Hilts.
La sua interpretazione ha reso il personaggio un’icona del cinema, nalla celebre scena della fuga in motocicletta, una delle più famose e imitate nella storia del cinema.

La regia di John Sturges è impeccabile, in quella tensione costante che mantiene un ritmo incalzante lungo tutto il film.
Le sequenze d’azione sono coreografate in modo magistrale, la parte attinente al cameratismo tra i prigionieri e il loro desiderio di ritornare alle loro vite normalipone l’amicizia e l’onore al primo posto.

La Grande Fuga è stato citato e omaggiato innumerevoli volte, confermando il suo status di classico intramontabile: un film avvincente, appassionante che rimane uno dei capisaldi del cinema degli anni Sessanta e un must per gli amanti del cinema d’avventura.